MMG e Case di Comunità tra opportunità e criticità

13 Febbraio 2025

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Case di Comunità: la parola ai medici

 

Il 30 Gennaio 2025, nell'Hotel Villa Patriarca di Mirano (VE), si è tenuta l'attesa Round Table organizzata da MioDottore in collaborazione con SNAMI sul tema "MMG e Case di Comunità tra opportunità e criticità". 

Al dibattito sono intervenuti diversi protagonisti del mondo della Sanità, a partire dal moderatore della tavola rotonda Stefano Alessandro Inglese, esperto di politiche sanitarie, passando per Francesca Badin, MMG e referente SNAMI ULSS3, Stefano Cinquemani, Presidente SNAMI Veneto, Angela Pacchin, MMG e referente SNAMI ULSS4, Lamberto Pressato, MMG e Membro del Collegio Nazionale dei Probiviri di SNAMI, Angelo Testa, MMG e Presidente Nazionale SNAMI.

 

Case di Comunità: sta nascendo un nuovo modello di cura?

 

Uno degli argomenti chiave dell'incontro è stato certamente quello inerente alle Case della Comunità, concepite come punti di riferimento facilmente accessibili per i cittadini, in cui concentrare e integrare servizi attualmente dispersi sul territorio.

 

Un ruolo chiave è affidato ai medici di medicina generale che, insieme agli infermieri di famiglia e di comunità, saranno determinanti per il successo di questa trasformazione. Non senza grandi dilemmi e difficoltà, purtroppo, e con una serie di nodi da sciogliere su diversi fronti...

Una realtà complessa e stratificata

 

Finora, il dibattito si era focalizzato quasi esclusivamente sulle strutture e sulle tempistiche imposte dal PNRR per la loro realizzazione. Tuttavia, come emerso anche nel corso del dibattito, la vera sfida riguarda l’organizzazione dei processi e dei modelli operativi, nonché l’integrazione di queste nuove strutture con l’offerta sanitaria esistente, a partire dall’assistenza specialistica e ospedaliera, tenendo conto anche della realtà molto variegata e diversificata all'interno del Paese delle sue regioni e, anche nelle medesime aree, tra alcune zone ed altre (a livello infrastrutturale, logistico, e dei problemi ed esigenze dei pazienti delle diverse aree). 

Integrazione e prossimità: due concetti centrali

 

Anche in questa tavola rotonda, non si è potuto che convenire sul fatto l’integrazione rappresenti da tempo una questione centrale, sia a livello orizzontale, favorendo il coordinamento tra le varie realtà e servizi presenti sul territorio, sia nella connessione tra l’assistenza territoriale e quella ospedaliera.

 

L'altro elemento fondamentale è quello di prossimità, declinato in particolare nel ruolo essenziale del MMG: uno degli elementi di valore apportati dai medici di medicina generale è la loro conoscenza diretta delle patologie nel contesto reale in cui si manifestano, piuttosto che nella forma definita dai livelli specialistici e dagli strumenti diagnostici avanzati.

 

Per questo motivo, la loro vicinanza ai cittadini deve essere preservata, sfruttando la digitalizzazione e le tecnologie disponibili, ma con un utilizzo attento e ben gestito. 

Questi strumenti diventano sempre più essenziali, soprattutto considerando l’aumento dell’età media dei pazienti da assistere. Le tecnologie digitali permettono infatti un monitoraggio e un controllo a distanza, aspetto particolarmente utile in contesti in cui, in assenza di tali soluzioni, si devono gestire fino a 20-30 visite domiciliari al giorno.

Al momento,  tuttavia, non viene fornita alcuna formazione sulle nuove tecnologie e sulla digitalizzazione, come l’uso di applicazioni per la gestione dei pazienti a domicilio: è necessario sicuramente invertire questo trend.

SSN e Medici di Medicina Generale: alcuni quesiti importanti

 

Inoltre, è evidente in ogni caso, come rimarcato anche in alcuni interventi dalla Round Table, che anche la sola tecnologia, per quanto importante, non sia sufficiente senza la risposta a una serie di domande che riguardano proprio i MMG e il loro ruolo: 

  • Quali funzioni dovranno svolgere effettivamente i MMG all’interno delle Case di comunità per massimizzare il valore aggiunto della loro presenza? 
  • Come potranno promuovere e garantire un approccio multiprofessionale adeguato alla complessità che li attende, come nelle cronicità o nella non autosufficienza?

 

Sicuramente, è anche da queste domande che passa il futuro del SSN, soprattutto per limitare il più possibile il fenomeno di frustrazione, inadeguatezza e marginalizzazione, oltre al senso di abbandono, che molti MMG stanno già provando negli ultimi anni, specialmente dal periodo della pandemia in poi. 

In conclusione

 

Si è trattato senza alcun dubbio di un evento interessante per tutti gli adetti ai lavori e non solo, dato che ciascuno dei relatori e dei partecipanti ha saputo mettere a disposizione degli interlocutori non solo le problematiche evidenziate nel corso di questo breve articolo, ma una serie di esperienze personali e professionali e prospettive che, per quanto lascino ancora (com'è giusto che sia) tutte le questioni più stringenti ancora sul piatto, ha certamente contribuito a portare avanti una riflessione fondamentale sulle prospettive e il ruolo del SSN e, in particolare, dei suoi attori principali: medici e pazienti (e, in senso più ampio e in linea con una visione più completà della sanità: cittadini).