Break in Office - FSE 2.0: dalla digitalizzazione dei dati alla trasformazione dei servizi

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FSE 2.0: consapevolezza alta, integrazione ancora parziale

Nel corso dell’evento "FSE 2.0: dalla digitalizzazione dei dati alla trasformazione dei servizi", esperti del settore sanitario, rappresentanti di strutture sanitarie e professionisti della digital health si sono confrontati sulle prospettive della sanità digitale e sul ruolo sempre più centrale dei dati nella gestione dei servizi sanitari.

 
Il dibattito, moderato da Stefano Alessandro Inglese, esperto di politiche sanitarie, ha coinvolto diversi punti di vista del settore: Vincenzo Camerino, Product Manager MioDottore, Massimo Carpigiani, Vicepresidente Anisap Emilia-Romagna, Enrico Grilli, Project Manager Gipo, Laura Liguori, Partner Studio Legale Portolano Cavallo, e i rappresentanti di strutture sanitarie Simona Venturi, Responsabile dell’Ambulatorio Hercolani, e Franca Vezzali, Responsabile dell’Ambulatorio Caf Modena.

 
Durante l’incontro sono stati affrontati i principali aspetti legati all’evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico, dalle novità normative e dalle scadenze previste per le strutture sanitarie, fino alle implicazioni organizzative e tecnologiche che accompagnano l’adozione del FSE 2.0, sempre più considerato un pilastro della trasformazione digitale del sistema sanitario.

 

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati della survey condotta da Datanalysis realizzata tra responsabili di strutture sanitarie, medici specialisti e dentisti, con l’obiettivo di comprendere il livello di conoscenza dello strumento e il grado di integrazione nei processi operativi delle strutture. Il quadro che emerge è chiaro: il FSE non è più uno strumento sconosciuto e il suo valore strategico è riconosciuto, ma l’integrazione nei sistemi e nei processi di lavoro risulta ancora incompleta.

Un sistema sanitario maturo (anche anagraficamente)

Uno dei primi dati che emerge dall’indagine riguarda il profilo degli operatori coinvolti. Oltre il 55% degli intervistati ha più di 55 anni, un dato coerente con il quadro generale del sistema sanitario italiano, dove l’età media dei professionisti si colloca tra i 55 e i 56 anni, secondo diversi report internazionali.

Il campione include responsabili di strutture sanitarie, medici specialisti dei centri privati e dentisti, con una forte presenza di realtà medio-piccole: circa il 60% degli intervistati lavora in strutture con 11–30 professionisti. Si tratta quindi di un contesto operativo diffuso nel panorama sanitario italiano, dove la digitalizzazione deve confrontarsi con organizzazioni spesso snelle ma con risorse limitate.

Conoscenza del FSE: il livello è buono

La survey mostra che il livello di conoscenza del Fascicolo Sanitario Elettronico è ormai consolidato. Il 65% degli intervistati dichiara una conoscenza “media” dello strumento, valutata con un punteggio pari a 3 su 5. Considerando anche le valutazioni più alte (4 e 5), il livello percepito cresce ulteriormente, soprattutto tra i medici specialisti. Al contrario, le risposte che indicano una conoscenza insufficiente (valori 1 e 2) risultano marginali.

Questo dato suggerisce che il tema principale non sia più la consapevolezza dell’esistenza dello strumento, ma piuttosto il consolidamento delle competenze e la piena integrazione nella pratica quotidiana.

Opportunità o obbligo?

Un altro elemento interessante riguarda la percezione del FSE tra gli operatori sanitari. La maggioranza degli intervistati lo considera un’opportunità strategica, più che un semplice adempimento normativo. Questa visione è particolarmente diffusa tra responsabili di struttura e medici specialisti, che riconoscono nel Fascicolo uno strumento capace di migliorare l’accesso alle informazioni cliniche e supportare decisioni più consapevoli.

Il FSE consente infatti di disporre di dati clinici oggettivi, strutturati e condivisi, migliorando la qualità del processo decisionale e la continuità della cura. Rimane comunque una quota di operatori che continua a percepirlo come uno strumento complesso o come un obbligo imposto dalla normativa.

Il ruolo dei software gestionali

Dal punto di vista operativo, la maggior parte delle strutture sanitarie utilizza già un software gestionale unico per la gestione dei referti. Tuttavia, il vero nodo riguarda l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico.

 

In molti casi questa integrazione risulta ancora parziale, mentre nel settore odontoiatrico spesso non è stata ancora implementata.

 

Quando si analizzano le priorità che gli operatori attribuiscono ai sistemi gestionali emergono tre elementi chiave:

 

  • Sicurezza informatica, considerata la funzionalità più importante

  • Integrazione con il FSE

  • Facilità di utilizzo

 

Nella gestione quotidiana delle attività cliniche, infatti, gli operatori richiedono strumenti che siano affidabili, sicuri e semplici da utilizzare, senza introdurre complessità aggiuntive nei processi di lavoro.

 

Il FSE come funzione abilitante

Nel nuovo scenario della sanità digitale, il FSE 2.0 non rappresenta più soltanto un archivio documentale, ma una vera e propria infrastruttura abilitante.

Secondo l’impostazione europea, il valore del Fascicolo non risiede solo nelle informazioni che raccoglie, ma nelle funzioni che rende possibili, tra cui:

 

  • continuità assistenziale tra diversi livelli di cura

  • strumenti di prevenzione e monitoraggio della salute

  • analisi dei dati sanitari su scala collettiva

 

In questa prospettiva, il passaggio da sistemi regionali eterogenei a uno standard nazionale rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui i dati sanitari vengono raccolti, condivisi e utilizzati.

Il nodo organizzativo

L’adozione del FSE non è però soltanto una questione tecnologica. Come emerso dal confronto tra i relatori, la tecnologia da sola non basta.

Se l’innovazione viene semplicemente sovrapposta ai processi esistenti senza ripensarli, rischia di trasformarsi in un elemento di complessità piuttosto che in un fattore di miglioramento.

Per funzionare davvero, il Fascicolo Sanitario Elettronico richiede:

  • una revisione dei processi organizzativi

  • una governance chiara dei dati

  • programmi di formazione continua per gli operatori

 

La domanda non è più se adottarlo, ma come integrarlo in modo efficace nella pratica quotidiana delle strutture sanitarie.

Uno scenario in evoluzione


Il sistema sanitario si sta muovendo verso la costruzione di un ecosistema nazionale dei dati sanitari, con prospettive sempre più integrate anche a livello europeo.

Le basi per questo cambiamento sembrano esserci:

  • una consapevolezza ormai diffusa tra gli operatori

  • la percezione del valore strategico del FSE

  • un quadro normativo sempre più definito

 

La sfida ora diventa soprattutto operativa: integrazione dei sistemi, standardizzazione dei processi e sviluppo di una cultura digitale diffusa nel settore sanitario.