AI in Sanità: Mito VS Realtà - Advisory Session on Noa
4 Maggio 2026
5 min
AI , noa notes ,
AI in Sanità: Mito vs Realtà
Il 28 aprile, negli spazi dell'headquarter di MioDottore a Roma, si è tenuta una nuova edizione di Break in Office — un incontro dedicato all'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nella pratica clinica quotidiana, rivolto a medici, specialisti e professionisti sanitari.
L'obiettivo era chiaro: smontare i luoghi comuni, portare dati reali e mostrare, in modo concreto, come uno strumento come Noa stia già cambiando il lavoro quotidiano di migliaia di professionisti.
I numeri che hanno aperto la serata
L’apertura a cura di Filippo Poletti — giornalista professionista, autore di oltre 15 libri sul lavoro e docente all'Università di Pavia, nonché il giornalista più seguito su LinkedIn in Italia, ha avviato la discussione partendo da una ricerca promossa da MioDottore e condotta dall'Università di Pavia; in particolare il dato del 77% dei professionisti sanitari come utilizzatori dell'AI nel proprio lavoro quotidiano è quello che ha colpito di più la platea.
E non si tratta solo delle generazioni più giovani o dei medici a inizio carriera — l'adozione è trasversale, senza barriere anagrafiche né di esperienza.
Falsi miti, smontati uno per uno
Ercole Rubino, Project Manager AI di MioDottore, a seguire ha coinvolto i clinici in sala partendo da un mini sondaggio. Quello che è emerso ha confermato quanto i pregiudizi sull'AI siano ancora diffusi, anche tra i professionisti più informati.
"L'AI sostituirà il medico?"
Falso mito. L'intelligenza artificiale non rimpiazza il professionista: è uno strumento — un "martello", nelle mani giuste — pensato per un uso responsabile e consapevole. La decisione clinica resta sempre e solo nelle mani del medico.
"L'AI deumanizza il rapporto medico-paziente?"
Anche qui, il contrario. Automatizzando le parti più burocratiche e ripetitive del lavoro, l'AI libera tempo prezioso — tempo che il medico può restituire alla relazione con il paziente, alla cura, all'ascolto.
"L'AI è totalmente affidabile? "
No, e saperlo è fondamentale. Ogni sistema di AI richiede la supervisione umana: senza contesto e senza la guida del professionista, il rischio di risposte fuorvianti è reale. L'AI supporta, non decide.
In conclusione, secondo Rubino, la medicina ha sempre saputo abbracciare l'innovazione quando questa porta un valore reale alla pratica clinica. Ogni strumento che oggi consideriamo indispensabile ha attraversato una fase di scetticismo e l'AI non fa eccezione.
Una voce dal campo: i benefici clinici raccontati da chi usa Noa ogni giorno
A portare la prospettiva più concreta della serata è stato Vincenzo Marzolla, Nutrizionista dello Studio EM Nutrizione e Salute — uno dei primi professionisti ad aver adottato Noa Notes, presente fin dall'inizio della sua storia.
Il suo contributo non è stato teorico. Ha raccontato cosa cambia, davvero, quando uno strumento come Noa entra nella routine di uno studio medico.
La giornata di un medico è lunga, e la stanchezza si accumula visita dopo visita. Noa colma quei gap di attenzione nei momenti più critici, riducendo il rischio che un dettaglio importante sfugga proprio quando le energie iniziano a calare. Grazie alla rilettura dell'anamnesi post-visita, nessuna informazione rilevante va perduta, pronta a essere consultata.
C'è poi la dimensione che forse più sorprende chi non ha ancora provato Noa: la ri-umanizzazione dell'assistenza. Meno tempo a scrivere significa più tempo a guardare il paziente negli occhi.
Un cambiamento apparentemente semplice, ma che trasforma profondamente la qualità della visita — per il medico e per chi si siede dall'altra parte della scrivania. A questo si aggiunge un beneficio diretto per il paziente: riepiloghi chiari e comprensibili, che riducono l'ansia post-visita e migliorano la continuità del percorso di cura.
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Intelligenza Artificiale in ambito medico: le parole chiave
Da un sondaggio lanciato a chiusura evento sulla domanda “Qual è la prima cosa che le viene in mente quando pensa all’AI in medicina?“ le parole chiave emerse sono state: efficienza, velocità e supporto" a dimostrazione che la digitalizzazione è ormai imprescindibile nel lavoro quotidiano dei clinici.
Noa in azione: cosa fa, come funziona e perché fa la differenza
A valle dell’intervento del Dott. Marzolla, Giuseppe Sodaro, Noa Demo Expert di MioDottore, ha approfondito il funzionamento di Noa e il valore concreto che porta ogni giorno negli studi medici — mostrandolo dal vivo.
Noa è un assistente clinico che trasforma la visita in documentazione strutturata, in tempo reale. Non una semplice trascrizione, ma una sintesi clinica utilizzabile, che estrae anamnesi, sintomi, diagnosi e indicazioni terapeutiche mentre il medico si concentra interamente sul paziente. La prima cosa che colpisce è la sua capacità di adattarsi al linguaggio reale della visita: dialetti, termini gergali, espressioni ibride tra il tecnico e il colloquiale. Noa li comprende, li interpreta e li trasforma in documentazione strutturata, senza richiedere al medico di cambiare il proprio modo naturale di comunicare.
Ma la vera intelligenza di Noa sta in quello che non fa. Non trascrive tutto indiscriminatamente: ordina, seleziona, pulisce.
Distingue i contenuti clinicamente rilevanti dalla conversazione informale e restituisce un riepilogo pronto all'uso — senza mai spingersi a formulare diagnosi. Quel confine è sacro, e Noa lo rispetta.
Uno dei punti di forza più sottolineati da Sodaro è la riduzione del rischio di errori e omissioni. Nella pratica quotidiana, anche un piccolo dettaglio trascurato può fare la differenza. Noa aumenta la tracciabilità di quanto detto in visita, supporta la completezza del referto e riduce gli errori dovuti alla memoria o alla fretta — con una conseguenza diretta: maggiore tutela medico-legale per il professionista.
I vantaggi si distribuiscono su entrambi i lati della scrivania.
Per il medico: risparmio di tempo, meno burocrazia, maggiore precisione e focus totale sul paziente.
Per il paziente: migliore comprensione della visita, nessuna informazione persa, documento sempre disponibile e maggiore fiducia nell'intero processo di cura.
La serata si è chiusa con una frase che ha sintetizzato tutto e ha aiutato a riflettere:
“Noa non sostituisce il medico. Riduce il carico operativo e aumenta la qualità documentale.”
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Giovannina Pelagatti, Head of Events MioDottore
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